
L’ansia non è solo un costrutto psicologico; è un evento biochimico. Nel cervello, l’equilibrio tra eccitazione e calma è regolato da un delicato gioco di neurotrasmettitori. Uno dei protagonisti principali in questo scenario è il GABA (acido gamma-amminobutirrico), il principale inibitore del sistema nervoso centrale.
La Bio-Logica del GABA
Il GABA agisce come un “freno” naturale. Nelle persone che soffrono di disturbi d’ansia o iper-attivazione, questo freno spesso non funziona correttamente. Studi clinici (come quelli condotti da Streeter et al.) hanno dimostrato che la pratica dello yoga e della respirazione focalizzata aumenta significativamente i livelli di GABA nel talamo.
Questo incremento biochimico ha un impatto diretto sulla salute emotiva: riduce l’attività dell’amigdala (il nostro centro della paura) e favorisce una sensazione di stabilità interiore.
Dall’Equilibrio Chimico alla Tenuta dell’Io
Perché un terapeuta ad orientamento psicodinamico dovrebbe occuparsi di neurotrasmettitori? Perché la biochimica è il supporto materiale della funzione di “holding” (contenimento). Un sistema nervoso sostenuto da una corretta modulazione GABAergica permette al paziente di osservare i propri contenuti profondi senza esserne invaso. Il lavoro corporeo che propongo mira a stimolare questa farmacia endogena, creando le condizioni bio-psichiche necessarie affinché l’individuo possa riappropriarsi del proprio spazio interno e gestire le tensioni emotive senza frammentarsi.
