
Il limite del “capire”
Nella clinica psicodinamica tradizionale, il paziente spesso raggiunge una comprensione intellettuale dei propri schemi (il “perché” soffre), ma sente che quella consapevolezza non scende in profondità. Rimane una conoscenza “dalla testa in su”. L’embodiment è il processo attraverso il quale l’esperienza psichica viene integrata nel vissuto corporeo.
L’Embodiment dal punto di vista Neuroscientifico
Non si tratta di una sensazione astratta, ma del lavoro di integrazione tra i sistemi sensoriali e motori. Quando pratichiamo la presenza incarnata nello yoga interocettivo, attiviamo circuiti che collegano la corteccia prefrontale (pensiero) con le aree del tronco encefalico (istinto e sopravvivenza).
La funzione di contenimento
Dal punto di vista psicoanalitico, l’embodiment permette di costruire un “Io-Pelle” (citando Anzieu) più solido. Abitare il corpo significa smettere di osservarsi come un oggetto e iniziare a sentirsi come un soggetto integro. Questo passaggio è essenziale per chi vive stati di dissociazione o ansia frammentante.
